Si entra e potrebbe essere il 1960: banco del bar con due tavolini davanti, in uno dei quali un anziano col cappello sonnecchia tranquillo.
Altri tavoli al piano superiore a cui si accede con una stretta scala.
Poi arriva il menù rigorosamente scritto a mano su un foglio A3 al quale fare una foto per poi guardarlo con calma (e forse per regole covid).
Poi arrivano i tortelli e poi le tagliatelle e poi il pollo fritto e poi il baccalà e tanto altro, tutto buonissimo.
Per finire il conto che conclude bene l'esperienza.
Consigliato, soprattutto a chi non gradisce la "nouvelle cuisine".